Apache HTTP Server: architettura a processi
Apache HTTP Server usa di serie il modulo MPM (Multi-Processing Module) prefork oppure worker. Con prefork ogni richiesta in arrivo è servita da un processo dedicato: semplice e stabile, ma esoso di memoria (ogni processo occupa qualche MB). Con worker (o event) Apache mescola processi e thread per consumare meno. La configurazione passa dal file httpd.conf e dai file .htaccess locali, che Apache rilegge a ogni richiesta.
- Punti di forza: il file .htaccess permette alle applicazioni (WordPress, Laravel) di gestire le proprie regole senza toccare la configurazione principale. Moduli in gran numero (mod_php, mod_rewrite, mod_ssl, mod_security). Compatibile con quasi tutte le applicazioni PHP di vecchia data.
- Punti deboli: sotto carico molto elevato (oltre 10 000 connessioni simultanee) il consumo di memoria diventa un problema. E rileggere i file .htaccess a ogni richiesta aggiunge latenza.
- Perfetto per: hosting condiviso con molti clienti (ognuno con il suo .htaccess), applicazioni tradizionali WordPress, Magento o Drupal, e ambienti in cui la libertà per singolo sito conta più della velocità pura.